Polimnia Digital Editions

Presentazione

Logo di Polimnia Digital Editions

Nel  febbraio 2014, insieme ad alcuni amici abbiamo fondato la Casa Editrice Polimnia Digital Editions S.R.L. 

Polimnia è una delle nove Muse della mitologia greca che presiede all’orchestica, un'azione scenica complessa che per gli antichi greci comprendeva musica, poesia e danza) e viene anche associata alla retorica, alla memoria, alla geometria, alla storia. Digital Editions implica che i libri vengono pubblicati in formato digitale e non cartaceo (tranne mirate eccezioni), altrimenti detti ebook.


Polimnia Digital Editions costruisce ebook nei formati pdf, ebub, mobi (per kindle), leggibili per mezzo degli gli e-reader dedicati o degli appositi lettori gratuiti (i classici Adobe Reader, Adobe Digital Editions, Amazon Kindle, ecc. a cui se ne sono aggiunti tanti altri) su qualsiasi desktop o notebook (Windows, Mac, Linux), tablet, smartphone o qualunque altro dispositivo portatile.


Gli ebook sono liberi dai DRM (Digital Rights Management: gestione dei diritti digitali) e si possono stampare, copiare, evidenziare, aggiungere commenti e marcature: ciascun acquirente ne è dunque il proprietario, proprio come per il libro cartaceo.


Gli ebook sono in vendita nei principali negozi virtuali internazionali (Amazon, Apple, Google, IBS, Mondadori, Feltrinelli, ecc.), sono curati in modo professionale e prevedono la possibilità di scaricare gratuitamente altre risorse, come per esempio, nel caso di traduzioni, la versione in lingua originale (sempre realizzata da Polimnia). L’acquisto, a cui segue immediatamente il download del file, avviene attraverso carte di credito, prepagate, ecc., direttamente on line.


Dal sito di riferimento, www.polimniadigitaleditions.com, è possibile visualizzare ampie e accurate anteprime di ciascun titolo (nei tre formati supportati), eventuali recensioni, commenti, altre informazioni.

Polimnia si è fatta promotrice di alcune iniziative editoriali, come la pubblicazione dei suoi Quaderni e di Una immodesta proposta. La prima mette a disposizione gratuitamente dei Quaderni (in formato PDF, epub, kindle) incentrati sulla situazione della psicanalisi nel Novecento (tradotti in italiano, francese, inglese, spagnolo) che si possono scaricare gratuitamente. La seconda mette a disposizione, sempre gratuitamente e nei formati PDF, epub, kindle, opere di poesia. Per scaricare questi ebook, e leggere tutte le informazioni accedi al sito di Polimnia oppure scarica il suo catalogo digitale.


La casa editrice Polimnia Digital Editions è alla ricerca di testi da inserire nelle due nuove collane di prossima pubblicazione: Zürau e Grafite, dirette da Vincenzo Liguori.
Per Zürau cerchiamo raccolte di aforismi, pensieri e considerazioni che, proprio in accordo con la raccolta di Kafka da cui prende il nome e a cui si ispira, abbiano come tema principale l’uomo e la sua condizione esistenziale.
Nella collana Grafite, invece, vogliamo pubblicare saggi brevi (max 20.000 – 30.000 caratteri) dallo stile personale, graffiante e incisivo su argomenti di filosofia, estetica, letteratura, arte, musica, cinema.
Non prenderemo in considerazione lavori accademici, estratti da tesi di laurea, articoli specialistici e scritti con intenti offensivi, ma solo argomenti forti e idee interessanti, che ci facciano meravigliare e emozionare, e in cui risuoni una voce propria.
Gli autori selezionati riceveranno un contratto di edizione e i loro testi saranno pubblicati in formato digitale sui più importanti store online. Agli autori non sarà richiesto alcun contributo economico in nessuna fase del processo di pubblicazione.
I testi, preferibilmente in formato Word, dovranno essere inviati a
grafiti@polimniadigitaleditions.com
Cercheremo di rispondere a tutti anche in caso di esito  negativo.


Sito di Polimnia Digital Editions

Catalogo digitale aggiornato

The LivingStone - il blog letterario di Polimnia Digital Editions

I Quaderni di Polimnia

Una immodesta proposta


Tra gli ultimi testi pubblicati

Eugen Bleuler, Affettività, suggestionabilità, paranoia

Eugen Bleuler, Affettività, suggestionabilità, paranoia

 A cura di Antonello Sciacchitano

Traduzione dal tedesco di Antonello Sciacchitano e Davide Radice 

Affektivität, Suggestibilität, Paranoia (1906) prepara il campo al capolavoro di Eugen Bleuler: Dementia praecox o il gruppo delle schizofrenie, che uscirà cinque anni dopo. In che senso lo prepara? Nel senso che, sulla scia di Kraepelin, sgombra il terreno dall’equivoco di confondere la demenza della schizofrenia paranoide con la comune e “quasi normale” affezione paranoica. A che scopo? Presentare la specificità della psicosi intellettuale per eccellenza: la paranoia, intesa come patologia del sapere. In cosa, si chiede Bleuler, il delirio paranoico differisce dai nostri “normali” deliri quotidiani, individuali e collettivi: le fedi religiose, che producono guerre di religione, le ideologie politiche, che producono sanguinose rivoluzioni, le superstizioni magiche, che muovono miliardi nei più disparati movimenti (omeopatia, scientology, fitness...)? In nulla, semplicemente nel grado di certezza. L’idea delirante, persecutoria o megalomane che sia, indotta per suggestione affettiva individuale o collettiva, è paranoica per la forma, non per il contenuto; è paranoica perché è un’idea tanto certa quanto è incorreggibile. Non proviene dalla realtà empirica; forse è innata, nel senso dell’idealismo classico, e perciò nessuna realtà empirica potrà mai modificarla. La paranoia ignora il dubbio cartesiano. Bleuler tace sull’insorgere e stabilirsi della sua incorreggibilità. Tocca a noi, allora, riprendere e portare avanti il discorso sulla “psicosi intellettuale” per antonomasia, cercando di capire il mistero di come il paranoico riesca là dove l’idealista fallisce: pensare il falso con certezza. La presente edizione è arricchita da un indice analitico digitale.

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Gabriella Ripa di Meana, I nuovi figli. Dal disagio nella civiltà al suo oltraggio

Gabriella Ripa di Meana, I nuovi figli (seconda edizione)
Seconda edizione accresciuta (febbraio 2019) 

Una linea tematica unisce e coagula i tre scritti qui raccolti attorno a un titolo comune – I nuovi figli – scelto nel tentativo di raggiungere una generazione plurima che sembra vivere il proprio tempo in un deserto di simbolico, o meglio in una vera e propria penuria di anima, particolarmente grave per chi cominci ad affacciarsi su una civiltà come l’attuale, che impone la violenza e la confusione di una rinnovata barbarie. Queste pagine, quindi, non hanno la pretesa o l’ingenuità di auspicare l’avvento di una qualche utopia dell’esistere, ma cercano piuttosto di sollecitare il risveglio di quei valori di rispetto, coralità, attenzione, riserbo, incertezza e amore che il nostro tempo commerciante, internautico, performante, smemorato e competitivo ha denigrato e denigra nell’essere umano, a cominciare dalla sua più tenera età. È così che ogni singolo io, dai suoi primi vagiti, si allena all’esercizio del governo, del ricatto, della fretta e dell’appropriazione, imparando in tal modo a sdegnare, fin dall’origine della vita, una delle conquiste più affascinanti e più ardue che ci siano state tramandate dalla teoria e dalla pratica dell’inconscio freudiano. 


Giovanni Sias, La psicanalisi oltre ogni Weltanschauung. La letteratura come frontiera della scienza

Giovanni Sias, La psicanalisi oltre ogni Weltanschauung.

Che le parole di uno scritto, composte per somiglianze, assonanze e simmetrie, si prestino alla scelta decisiva dello scrittore per compiere un percorso sconosciuto a lui stesso, testimonia che la parola letteraria non nasconde e non soffre di alcuna Weltanschauung, di alcuna “visione del mondo”: questa è la sua forza incorruttibile. Possiamo assumere per vero che la letteratura sia artificio, produca artefatti, inventi mondi e universi ordinandoli secondo regole che sono le sue sole regole; ma non è forse altrettanto vero anche per la fisica, l’astrofisica, la chimica o la biologia, all’interno dei loro linguaggi? Quanto vale allora, l’opposizione fra letteratura e scienza che propongono il positivismo e il neopositivismo? E se, per quanto riguarda la psicanalisi, Freud voleva affidare la sua invenzione alla Weltanschauungscientifica, lo psicanalista di oggi deve avere il coraggio di costruire una psicanalisi che non solo non si appoggia alla Weltanschauung della scienza ma si assume il compito repellente, inusuale e inderogabile di renderla estranea a ogni visione del mondo




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Moustapha Safouan, La civilizzazione post-edipica

Moustapha Safouan, La civilizzazione post-edipica

Traduzione di Gabriella Ripa di Meana

Nel suo insieme questo libro – opera di un maestro della psicanalisi, lacaniana ma non solo – è il racconto della saga che va dall'instaurazione dell'Edipo come iniziazione del particolare all’universale, alla sua degradazione come complesso psico-patologico e infine alla sua stessa scomparsa, dopo la conquista del potere politico da parte del neoliberalismo, con la promozione di una sessualità edonistica e «il governo degli uomini attraverso il solo astratto gioco delle regole impersonali su cui nessuno, chiunque sia, ha presa alcuna». Al tempo stesso, la Civilizzazione post-edipica ci parla degli effetti del passaggio dalla civiltà “freudiana” (fondata sull’interdizione dell’incesto, e dunque su una Legge universale che mentre impone al soggetto la perdita dell’oggetto del godimento, ne promuove al tempo stesso il Desiderio e la consapevolezza del suo limite mortale) alla civiltà attuale, la civiltà “post-edipica”, che annienta progressivamente tutti quei limiti che per la procreazione, per il desiderio e per la sessualità erano considerati, ancora nel Novecento, invalicabili e necessari. Con un umorismo tanto insistente quanto impercettibile – nascosto dietro al rigore di una ponderosa e recentissima saggistica perlopiù di genere scientifico, economico, sociologico –, l’Autore passa in rassegna un universo tecnologico che, nel mercato globale di una compravendita miliardaria, riduce l’uomo e la donna alle loro cellule primarie, e il bambino a quel neonato con ciuccio e pannolino che in una vignetta di Altan afferma: «In seguito a un giro di spermi congelati fecondazioni in vitro e uteri in affitto sono nato io: figlio di me stesso». In una situazione che sembra senza speranza, Safouan tuttavia non cede alla tentazione di contemplare il Leviatano neo-liberista nel solo registro che può dar sollievo agli spiriti illuminati: il grottesco. E resiste perfino alla seduzione di combattere per l’unica causa nobile rimasta: quella persa. Nella fattispecie, la psicanalisi. A provocare la fine di quest’ultima – ammonisce – «non è la fine della sessualità, quanto piuttosto la fine della sua stutturazione come scelta d’oggetto». Che è come dire: dominio senza limiti delle pulsioni a scapito dell’inconscio, attraverso cui, solamente, è possibile scegliere un altro soggetto sessuato, differente da me, e non semplicemente un pezzo del suo corpo, o un servizio sessuale da commissionargli (con tanto di contratto firmato), tramite cui godere di me stesso. E se l’amore è altro dal narcisismo, la mia scelta comporterà perfino il fargli dono di ciò che mi manca. Due civiltà sono messe a confronto e il fatto di esserne consapevoli può ancora indurre la possibilità di una scelta che non tiene conto del prezzo da pagare.

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Guy Le Gaufey, Appartenere a sé stessi. Anatomia della terza persona

Guy Le Gaufey, Appaerenere a sé stessi

Traduzione di Moreno Manghi

Definito da Lacan un rebut de la société, lo psicanalista può esistere solo nell’indeterminatezza, senza poter occupare un posto, assumere un ruolo, avere una funzione o una missione sociale definita: tutte quelle prerogative, insomma, che contraddistinguono – in primo luogo giuridicamente – una professione. Nella misura in cui l’analista legittima il suo atto attraverso l’autorizzazione di un terzo e si qualifica, si priva di quella sua preziosa duplicità che Guy Le Gaufey pone a fondamento del transfert, e che ritroviamo in formule quali: «La situazione analitica non tollera terzi» (Freud) o: «L’analista non si autorizza che da sé stesso» (Lacan).  infatti che egli dichiari la finalità del proprio atto, basta che si prefigga un qualunque ben determinato scopo, o lo condivida con l’analizzante – fossero pure la cura e la guarigione – perché il transfert, da «messa in atto della realtà dell’inconscio», lasci il posto a un’altra realtà: terapeutica, pedagogica, educativa, morale..., o “semplicemente” alla realtà “tout court” a cui ricondurre il “paziente” che l’avrebbe smarrita. L’inconscio può vivere solo ai confini del diritto, delle istituzioni e delle regole che danno ordine alla società, in una dimensione indefinita e non bene individuata. Attraverso un’indagine storica che partendo dalla grande opera di Kantorowicz I due corpi del re, suffragata dai drammi storici di Shakespeare, passa per il Leviatano di Hobbes e per le funamboliche vicende di quel “magnetismo animale” di Mesmer, che confluirà nella Rivoluzione francese, per approdare alle forze oscure che agiscono nell’ipnosi e infine alla nozione di transfert elaborata da Freud e Lacan, questo libro si interroga con passione e rigore sul problema di sempre: l’appartenere a sé stessi.

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Gabriella Ripa di Meana, L'altro perduto

G. Ripa di Meana, L'altro perduto

Non c’è nulla di ovvio nel concetto di cura, né l’atto di curare è una pratica scontata.
È perciò che a tale concetto e a tale pratica sono, in larga parte, dedicate le pagine di questa raccolta di scritti, elaborati in forma di seminari rivolti ad amici di pensiero: analizzanti, per posizione etica, più che analisti.
Di quale cura ha necessità, se non addirittura urgenza, il soggetto contemporaneo? Di quale ascolto che non trova? E di quale parola vera che, nella diffusa logorrea, non riesce a spuntare mai?
Possono la teoria e la pratica dell’inconscio offrire al soggetto di oggi questo spazio accessibile alla ricerca, all’enigma, all’impercorso e, quindi, all’altro?
Un mondo afflitto come il nostro da un’ingravescente povertà di linguaggio ha contribuito a scavare la più minuziosa e profonda resistenza nei confronti del rischio di incontrare l’altro con la sua estraneità, con le sue ombre inattese e il suo mistero.
Lungo le pagine di questo libro si possono trovare l’affanno e la passione di un’analisi incompiuta che ha la pretesa di non arrendersi all’indifferenza e di non cedere agli ostacoli, ma di procedere.



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