Paradoxia epidemica 2

Malov, "Non sono un untore!"

Prendiamo in prestito l'irrinunciabile titolo "Paradoxia epidemica" dal blog Antinomie (https://antinomie.it/), per inaugurare una sezione del sito costituita da brevi testi - elaborati personalmente o ripresi dal Web - che aprono altre prospettive sull'epidemia da coronavirus e sulle sue conseguenze politiche. 

Che si sia in accordo o in disaccordo con gli scritti qui proposti, la speranza è che il Terrore - quello del contagio e quello del Leviatano - non annichilisca il lavoro critico.

Chiunque lo desideri può dare il suo contributo, sia con propri scritti, sia segnalandone altri da cui è rimasto colpito: verranno pubblicati e fatti circolare attraverso una newsletter [per scriverci si veda la sezione Amministrazione].



I titoli sono in ordine cronologico, che in questa congiuntura è importante rispettare. I titoli con lo sfondo grigio sono gli ultimi pubblicati  e sono inviati per e-mail tramite un "Bollettino di disinformazione" con cadenza settimanale a tutti i lettori registrati al sito.


Giorgio Agamben, L'invenzione di un'epidemia

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-l-invenzione-di-un-epidemia

Si direbbe che esaurito il terrorismo come causa di provvedimenti d’eccezione, l’invenzione di un’epidemia possa offrire il pretesto ideale per ampliarli oltre ogni limite.
L’altro fattore, non meno inquietante, è lo stato di paura che in questi anni si è evidentemente diffuso nelle coscienze degli individui e che si traduce in un vero e proprio bisogno di stati di panico collettivo, al quale l’epidemia offre ancora una volta il pretesto ideale. Così, in un perverso circolo vizioso, la limitazione della libertà imposta dai governi viene accettata in nome di un desiderio di sicurezza che è stato indotto dagli stessi governi che ora intervengono per soddisfarlo.

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Whitney Webb, Alcune obbligazioni non pagano le cedole se c’è una pandemia. E allora? Non si dichiara la pandemia!

Fonte : https://www.mintpressnews.com/wall-street-behind-delay-declaring-coronavirus-outbreak-pandemic-bonds/265264/#
Fonte italiana : https://www.vietatoparlare.it/alcune-obbligazioni-non-pagano-le-cedole-se-ce-una-pandemia-ed-allora-non-si-dichiara-la-pandemia/

La prima denuncia documentata della speculazione sulle “obbligazioni pandemiche” da parte di una nota giornalista di "MintPress News".

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Mauro Bottarelli, Obbligazioni catastrofali e pandemiche

Fonte: https://it.businessinsider.com/pandemia-o-epidemia-per-loms-e-la-banca-mondiale-non-e-una-questione-di-vittime-ma-di-soldi/

Pandemia, epidemia? Per OMS e Banca Mondiale non è questione di vittime, ma di soldi. La vicenda dei bond-catastrofe.

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Roberto Esposito, Curati a distanza

Fonte: https://antinomie.it/index.php/2020/02/28/curati-a-oltranza/ 

Sta di fatto che oggi chiunque abbia gli occhi per vedere non può negare il pie-no dispiegamento della biopolitica. Dagli interventi della biotecnologia su ambiti una volta considerati esclusivamente naturali come la nascita e la morte, al terrorismo biologico, alla gestione dell’immigrazione e di epidemie più o meno grave, tutti i conflitti politici attuali hanno al centro la relazione tra politica e vita biologica.

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Luca Paltrinieri, Prove generali di apocalisse indifferenziata

Fonte: https://antinomie.it/index.php/2020/03/01/prove-generali-di-apocalisse-differenziata/

La risposta dei partiti autoritari europei, fascisti o nazionalisti, che cercano di venderci una salvezza contro gli altri – i disperati del mondo che saranno i primi a essere i sommersi – in cambio della libertà liberale di scelta e opinione, non è solo moralmente insostenibile, è uno specchio per le allodole che nasconde l’inevitabile guerra di classe tra i sommersi e i salvati da dentro le frontiere. La risposta di fondo, la vediamo tutti: l’unica possibilità di salvare qualcuno implica già di farla finita con una certa idea della libertà come crescita economica, scelta materiale e proprietà individuale.

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Salvatore Palidda, Allarmismo, stato d’eccezione, eterogenesi della democrazia e tanatopolitica: la sperimentazione con il Covid19

Fonte: http://effimera.org/allarmismo-stato-deccezione-eterogenesi-della-democrazia-e-tanatopolitica-la-sperimentazione-con-il-covid19-di-turi-palidda/#_ftnref1

Quella che Michel Foucault chiamava la “tanatopolitica” (i profitti ricavati sul lasciar morire) oggi – a differenza dell’epoca capitalista pre-neoliberista – sembra prevalere rispetto alla biopolitica (il lasciar vivere per meglio sfruttare, far pagare tasse ecc.).

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Dario Gentili, Il seme della norma

Fonte: https://antinomie.it/index.php/2020/03/06/il-seme-della-norma/

Quelle norme di condotta che il coronavirus rende oggi “obbligate” potrebbero poi diventare “normali”. Non credo vada ricercato lo stato d’eccezione come regola nei protocolli sanitari “eccezionali” a cui ci stiamo attenendo, piuttosto va ricercato il profilarsi dello stato d’eccezione come regola in quel seme di normalità che si cela in quelle norme e condotte che oggi si presentano come obbligate.   

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Giorgio Agamben, Contagio

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-contagio

Ancora più tristi delle limitazioni delle libertà implicite nelle disposizioni è, a mio avviso, la degenerazione dei rapporti fra gli uomini che esse possono produrre. L’altro uomo, chiunque egli sia, anche una persona cara, non dev’essere né avvicinato né toccato e occorre anzi mettere fra noi e lui una distanza che secondo alcuni è di un metro, ma secondo gli ultimi suggerimenti dei cosiddetti esperti dovrebbe essere di 4,5 metri (interessanti quei cinquanta centimetri!). Il nostro prossimo è stato abolito.

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Gianpaolo Cherchi, Coronavirus: lo spettacolo di un’epidemia che non ha avuto luogo

Fonte: http://effimera.org/coronavirus-lo-spettacolo-di-unepidemia-che-non-ha-avuto-luogo-di-gianpaolo-cherchi/

Ecco allora sorgere, da questo vuoto, quella che Debord chiama volontà astratta dell’efficacia immediata. Ecco lo stato di eccezione, vero e proprio paradigma di governo in tutte quelle situazioni in cui il vuoto di potere (che, in un mondo ormai esistente soltanto nella sua dimensione spettacolare, è anche allo stesso tempo un vuoto di realtà) genera un bisogno autoindotto di attualità da soddisfare in ogni modo. The show must go on!


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Vincenzo Liguori, Il Giudizio Universale

Fonte: http://www.pangea.news/virus-giudizio-universale-liguori/

Sembra che il flagello epidemiologico che oggi si abbatte sul mondo rimbombi di echi biblici, di catastrofi apocalittiche. Pare che il temuto virus asiatico abbia cominciato a suonare le Trombe del Giudizio in attesa dell’Armageddon; che la fine del mondo, insomma, si preannunci con uno starnuto e qualche linea di febbre.

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Moreno Manghi, Dove sono le macerie?

Vegliamo dunque anche sul “rovescio” dell’epidemia, sulla drastica riduzione delle libertà costituzionali, sull’imposizione di misure restrittive che, approfittando della paura, dell’angoscia, della confusione, dello sconforto, da temporanee e transitorie potrebbero diventare le nuove regole di comportamento della futura società.

Giorgio Agamben, Chiarimenti

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-chiarimenti

Così come le guerre hanno lasciato in eredità alla pace una serie di tecnologie nefaste, dai fili spinati alle centrali nucleari, così è molto probabile che si cercherà di continuare anche dopo l’emergenza sanitaria gli esperimenti che i governi non erano riusciti prima a realizzare: che si chiudano le università e le scuole e si facciano lezioni solo on line, che si smetta una buona volta di riunirsi e di parlare per ragioni politiche o culturali e ci si scambino soltanto messaggi digitali, che ovunque è possibile le macchine sostituiscano ogni contatto – ogni contagio – fra gli esseri umani.

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Moreno Manghi, Quattrocentoquarantanove centimetri

Senza la voce in praesentia non abbiamo alcuna possibilità di cogliere la verità — la verità della realtà. È solo parlandoci direttamente che la realtà può essere cercata al di là della sua rappresentazione, dissimulazione, falsificazione, ricostruzione. Non possiamo assolutamente cogliere la vera dimensione di quello che sta avvenendo se ci fidiamo ciecamente di quel sapere completamente privo di conoscenza che è il discorso dell’informazione, sapere ingannevole che dissimula il comando del Padrone, come ha mostrato Lacan.

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Sara Gandini, Covid-19: rendere politica la rabbia

Fonte: http://effimera.org/covid-19-rendere-politica-la-rabbia-di-sara-gandini/

Ma in questo momento ci vuole coraggio a prendere parola per mettere in dubbio la sensatezza delle misure di contenimento senza precedenti decise per l’emergenza Covid-19. Quando qualcuno ci prova subito scatta il linciaggio. Invece di prendersela con le forze politiche che ci hanno portato a questa situazione, la rabbia viene rivolta verso chi pone dei dubbi. Non è ora di fare politica, mi dicono. Così, se provi ad esercitare senso critico, diventi automaticamente un’incosciente insensibile. I media hanno condizionato talmente l’opinione pubblica che chi esce per una passeggiata diventa una specie di untore manzoniano e nascono “le sentinelle di condominio”.

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Mauro Barberis, Perché l’emergenza non contagi la Costituzione

Fonte: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=28793

Ora, tutti noi speriamo ardentemente che tutto tornerà come prima: ma niente lo sarà, invece. Le emergenze, specie da noi, tendono a diventare permanenti, e neppure questa farà eccezione. Molte delle soluzioni sperimentate in questi giorni cambieranno, in bene o in male, le nostre vite. Il lavoro a casa, le ordinazioni online, la sorveglianza, resteranno più che una tentazione: se lo s’è fatto per il virus, perché non farlo sempre? Così, quando l’emergenza sanitaria ed economica sarà passata, ci sarà rischio di una terza emergenza: che ci tocchi pure di difendere la nostra Costituzione.

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Gianni Giovannelli, Il tempo del virus

Fonte: http://effimera.org/il-tempo-del-virus-di-gianni-giovannelli/

Scriveva la polizia zarista nel XII protocollo dei Savi Anziani di Sion: potremo eccitare o calmare l’opinione pubblica quando ci occorrerà di farlo. Potremo persuaderla o confonderla stampando notizie vere o false, fatti o contraddizioni, secondo quello che servirà al nostro scopo. Le informazioni che pubblicheremo dipenderanno dal modo in cui il pubblico sarà propenso ad accettare le notizie; staremo sempre molto attenti scandagliando il terreno prima di camminarci sopra.

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Mauro Bersani, Virus: scatta la colpevolizzazione dei cittadini

Fonte: https://www.italia.attac.org/virus-scatta-la-colpevolizzazione-dei-cittadini/

Ecco perché indicare un colpevole (“gli irresponsabili”), costruendogli intorno una campagna mediatica che non risponde ad alcuna realtà evidente, permette di dirottare una rabbia destinata a crescere con il prolungamento delle misure di restrizione, evitando che si trasformi in rivolta politica contro un modello che ci ha costretto a competere fino allo sfinimento senza garantire protezione ad alcuno di noi.

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Davide Brullo, Nuovo vocabolario del virus: "delazione", "responsabilità"

Fonte: http://www.pangea.news/nuovo-vocabolario-del-virus-delazione/

Mi è accaduto di leggere sul Corriere della sera, in questi giorni di comunicazioni lunatiche, un articolo sinistro. Si elogiavano i “delatori a fin di bene” – vieta tautologia: ogni delatore pensa di fare il bene, il proprio, della propria parte, del proprio Stato. I delatori al tempo del virus sono quelli che denunciano alle “forze dell’ordine” chi “trasgredisce le regole”, cioè chi è in strada al posto di stare recluso in casa.

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Gabriella Ripa di Meana, Virus

Che cosa intendo con l’idea che ci sia un passaggio in atto dalla malattia del corpopsiche sociale al suo sintomo virale?
Intendo suggerire che qualcosa dell’oltraggio mondiale sia stato smascherato da questo sintomo che azzoppa la nostra normalità, il nostro egotistico benessere, ossia la nostra scontata e agiata quotidianità.
Niente di meno igienico e di meno salubre di un virus, di uno strano oggetto misterioso che sovverte la nostra attitudine all’ipocondria, e intanto ci sta poco alla volta ricordando, fatti alla mano, che si muore.


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Andrea Perego (Andy), Cronache dal pronto soccorso (o della cecità)

http://effimera.org/cronache-dal-pronto-soccorso-o-della-cecita-di-andrea-perego-andy/

Ed infine la questione della narrazione […]. Chiunque abbia cercato di mantenere la calma puntando su un livello di analisi più approfondito è stato tacciato di irresponsabilità, scarso senso civico, ma ciò che è più scandaloso anche di scarsa solidarietà.


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Moreno Manghi, Cura o destino

Lacan afferma nel seminario su Il transfert che l’analista entra a far parte del destino dell’analizzante. Per il senso di responsabilità, e ancor più per la deontologia, questo è un atto irresponsabile; di più: legare al proprio il destino dell’analizzante è un atto francamente criminale. Con che diritto? Quest’“etica delinquente” — che solo un Wladimir Granoff ha osato evocare — è una delle ragioni per cui non può esserci un albo professionale degli psicanalisti. 

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Moreno Manghi, Infezione psichica

Freud ci dice che l’attacco isterico è oltremodo contagioso e può provocare, per identificazione, un’“infezione psichica”.

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Geminello Preterossi, Da emergenza sanitaria a stato di eccezione politico?

Fonte: http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/03/25/da-emergenza-sanitaria-a-stato-di-eccezione-politico/

Saremmo cioè di fronte al paradosso di uno stato di eccezione che serve a produrre spoliticizzazione. Lo stato di eccezione teorizzato da Schmitt era costituente, serviva a creare un nuovo ordine politico (o a restaurare quello vigente, ma minacciato) ad opera di un “soggetto” che così si legittimava come sovrano. Quello attuale serve a spoliticizzare l’ordine sociale, a farci transitare in una condizione nella quale a prendere tutte le decisioni che contano sono i tecnici, i politici sono maschere che veicolano quelle decisioni, e ogni conflitto su fini e mezzi è inibito.

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Nadia Fusini, Obbedienza e libertà

Fonte: https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2020/03/26/obbedienza-e-liberta/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=obbedienza-e-liberta

«Non esco praticamente da tre settimane, se non per pochi passi intorno a casa e questa situazione per ora non mi sta insegnando niente, se non che i piaceri, anche quello semplice e intimo della lettura, esistono se immersi nella vita che corre, perché così, sospesi in un tempo senza tempo, sembrano tutti passatempi verso il nulla».

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Giorgio Agamben, Riflessioni sulla peste

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-riflessioni-sulla-peste

Si tratta, cioè, di riflettere sulla facilità con cui un’intera società ha accettato di sentirsi appestata, di isolarsi in casa e di sospendere le sue normali condizioni di vita, i suoi rapporti di lavoro, di amicizia, di amore e perfino le sue convinzioni religiose e politiche.

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Giuseppe Preziosi, Qualcuno è post senza essere mai stato niente

Interviene una questione di spazio: l’isolamento, la quarantena, il #restateacasa e il #restiamoacasa. Niente di tutto questo ha aperto in me un qualsiasi spazio di introspezione, di riflessione o coscienza di sé, né una possibilità a rallentare o riposarmi; per niente, per nulla. La legge di stato che mi impone di #restare a casa il sabato e la domenica mi ha tolto il piacere di starmene a casa tutto il week-end tra le mie letture, i miei libri, la mia operosità ossessiva, e l’avermi tolto la libertà di sottrarmi, imponendomelo, mi soffoca il pensiero.

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Chi ci guadagna? Introduzione al gioco lugubre (m. m.)

Le “obbligazioni pandemiche”  rivelano che sulle pandemie – o meglio sul numero dei morti che provocano – si può giocare in Borsa, e che gli investitori ne ricavano lauti profitti, con la connivenza se non complicità delle organizzazioni “umanitarie”.

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Moreno Manghi, Sul fascismo passivo

Non possiamo fare a meno di interrogarci – come è già accaduto per le misure antiterroristiche – sulla straordinaria accelerazione del tempo della decisione imposta ai legislatori dallo “stato d’emergenza”, accelerazione che li ha indotti ad alcune “sviste” che i costituzionalisti non hanno però mancato di notare, come quella di decretare prescindendo dall’obbligo quantomeno formale di informarne il Parlamento, evitando così  ogni possibile dibattito in aula. L'attuale "stato di emergenza" si contraddistingue per l'esautorazione della politica e per un completo asservimento dei governi ai "tecnici", i loro (e nostri) padroni. Cercare di prendersi il tempo per comprendere è stato dichiarato un atto irresponsabile, se non da delinquenti.

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Gabriella Ripa di Meana, Virus 2

Penso che solo la lunga attitudine della società del benessere, tutta protesa verso la terapia come esercizio di problem solving e verso la demonizzazione della morte come iattura, ci ha impedito la consapevolezza (meglio: la sensibilità) nei confronti di quell’arduo contrasto che si anima in noi tra Eros e Thanatos. Contrasto che preferisco dire ci anima perché anche Thanatos – solo se riconosciuto quale contributo essenziale non soltanto alla decostruzione del soggetto, ma anche e altrettanto alla sua fondazione – può dare forma e resistenza alla nostra capacità erotica, intesa come capacità vitale.

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Francesco Benozzo, Pandemia dichiarata, soggiogamento delle popolazioni, soppressione della libertà di parola

Fonte: https://librieparole.it/zibaldone/1569/francesco-benozzo-intervista-pandemia-covid-19/


Come professore di filologia, e cioè bene o male come studioso dei sistemi di comunicazione, ho necessariamente maturato fin dalle prime ore della dichiarata epidemia che [...] siamo di fronte a delle prove generali di soggiogamento delle popolazioni, fondate su una visione scientocentrica della realtà. [...] In quanto “scienziato” io stesso, non posso fare a meno di notare che tutto è orchestrato dalla nuova religione del mondo contemporaneo: una religione monoteista, antidialogica, totalitarista e oscurantista rappresentata, appunto, dalla cosiddetta “scienza”, in questo caso dalla scienza medica.


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