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I Quaderni di Paradoxia epidemica 2

Tutti gli articoli [in preparazione]

Tutta la selezione degli articoli pubblicati fra il 2020 e il 2021 in un unico volume

David Cayley, La nuova religione del rischio. Domande sull’attuale pandemia dal punto di vista di Ivan Illich

Quaderno n. 1

TRADUZIONE INTEGRALE DALL'INGLESE

Questo lungo saggio, uno dei più penetranti e articolati di tutta la letteratura fino a questo momento prodotta sull'attuale pandemia, scritto con uno stile chiaro e pragmatico, apparentemente semplice, privo di polemiche e toni accesi, ma al tempo stesso profondamente ispirato dal lungo dialogo dell’autore con le tesi radicali di Ivan Illich, ci parla della distinzione tra ciò che chiamo “realtà pandemica” e la pandemia provocata da un virus estremamente contagioso.
Per “realtà pandemica” intendo la costruzione artificiale di una realtà catastrofica funzionale all’ideologia scientista, alla “biopolitica”, al “capitalismo della sorveglianza”, sperimentata attraverso la dichiarazione di ripetuti stati di eccezione e di emergenza che in nome della sicurezza, delle probabilità di rischio e della tutela della salute pubblica, mira a limitare o sopprimere le libertà democratiche con il consenso popolare. Con le parole di David Cayley: «Non credo si possa negare che la pandemia sia un oggetto costruito che potrebbe essere stato costruito in modo diverso».

David Caley, La nuova religione del rischio

Greg Bird, Apparati biomedici o convivialità?

Quaderno n. 2

Traduzione del saggio “Biomedical Apparatuses or Conviviality?”, pubblicato il 22 marzo 2020 sull’ultimo numero di “TOPIA. Canadian Journal of Cultural Studies”.

Un'analisi, nel tempo della pandemia, delle modificazioni introdotte dagli apparati biomedici nei rapporti sociali, a cui è contrapposto un recupero della convivialità. Sulla scorta di Illich, Agamben, Foucault.

Greg Bird, Apparati biomedici o convivialità?

Aldo Rocco Vitale, La pandemia tra la vocazione dello Stato di diritto e la tentazione dello Stato totalitario: elementi per una critica filosofico-giuridica

Quaderno n. 3

Si ringrazia Carla Doris Tocco per avere segnalato questo saggio.

Il contesto della situazione pandemica che da oramai quasi un biennio il mondo sta vivendo ha consentito l’emersione di alcune criticità che se fino a prima della pandemia erano latenti sono con essa diventate patenti:
- il rapporto tra scienza e diritto;
- il rapporto tra le scienze cosiddette “dure” e i loro presupposti epistemologici;
- l’autonomia onto-assiologica del diritto rispetto alla volontà e al potere politico;
- il bilanciamento corretto dei differenti diritti fondamentali;
- i legami e i differenti spazi di manovra tra il cittadino e lo Stato;
- i limiti del potere statale nel comprimere i diritti fondamentali al fine di far fronte alla cosiddetta “situazione emergenziale” ecc. ecc.
Oltre ai suddetti profili, ciascuno dei quali meriterebbe in virtù della propria complessità una autonoma trattazione, deve aggiungersi un inatteso effetto collaterale, cioè una distorsione del comune sensus iuris che ha consentito a personaggi in vista durante l’epoca pandemica di mettere in dubbio quegli elementari punti di fondazione della civiltà giuridica di cui mai prima d’ora nessuno s’era immaginato di dubitare nel recente passato. Alla luce di questo occorre, dunque, porre l’attenzione su quello strano fenomeno che può essere definito come “pendio anti-giuridista” e su cui si sta misurando la gestione della pandemia tra la vocazione dello Stato di diritto e la tentazione dello Stato totalitario.

A. R. Valle, La pandemia . Elementi per una critica filosofico-giuridica