Paradoxia Epidemica 2 - Marzo 2020
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Malov, Non sono un untore

Prendiamo in prestito l'irrinunciabile titolo "Paradoxia epidemica" dal blog Antinomie (https://antinomie.it/), per inaugurare una sezione del sito costituita da brevi testi - elaborati personalmente o ripresi dal Web - che aprono altre prospettive sull'epidemia da coronavirus e sulle sue conseguenze politiche. 

Che si sia in accordo o in disaccordo con gli scritti qui proposti, la speranza è che il Terrore - quello del contagio e quello del Leviatano - non annichilisca il lavoro critico.

Chiunque lo desideri può dare il suo contributo, sia con propri scritti, sia segnalandone altri da cui è rimasto colpito: verranno pubblicati e fatti circolare attraverso una newsletter [per scriverci si veda la sezione Amministrazione].


  • I titoli sono in ordine cronologico, che in questa congiuntura ci sembra importante rispettare. 
  • Mano a mano che sono pubblicati, i testi in formato PDF sono inviati direttamente per e-mail tramite un "Bollettino di disinformazione" con cadenza settimanale a tutti i lettori registrati al sito.
  • I titoli con lo sfondo grigio sono gli ultimi pubblicati su Paradoxia epidemica 2, indipendentemente dal loro ordine cronologico.
  • I testi con lo sfondo azzurro sono stati tradotti appositamente per Paradoxia epidemica 2 da altre lingue.


Luca Paltrinieri, Prove generali di apocalisse indifferenziata

Fonte: https://antinomie.it/index.php/2020/03/01/prove-generali-di-apocalisse-differenziata/

La risposta dei partiti autoritari europei, fascisti o nazionalisti, che cercano di venderci una salvezza contro gli altri – i disperati del mondo che saranno i primi a essere i sommersi – in cambio della libertà liberale di scelta e opinione, non è solo moralmente insostenibile, è uno specchio per le allodole che nasconde l’inevitabile guerra di classe tra i sommersi e i salvati da dentro le frontiere. La risposta di fondo, la vediamo tutti: l’unica possibilità di salvare qualcuno implica già di farla finita con una certa idea della libertà come crescita economica, scelta materiale e proprietà individuale.

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Salvatore Palidda, Allarmismo, stato d’eccezione, eterogenesi della democrazia e tanatopolitica: la sperimentazione con il Covid19

Fonte: http://effimera.org/allarmismo-stato-deccezione-eterogenesi-della-democrazia-e-tanatopolitica-la-sperimentazione-con-il-covid19-di-turi-palidda/#_ftnref1

Quella che Michel Foucault chiamava la “tanatopolitica” (i profitti ricavati sul lasciar morire) oggi – a differenza dell’epoca capitalista pre-neoliberista – sembra prevalere rispetto alla biopolitica (il lasciar vivere per meglio sfruttare, far pagare tasse ecc.).

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Dario Gentili, Il seme della norma

Fonte: https://antinomie.it/index.php/2020/03/06/il-seme-della-norma/

Quelle norme di condotta che il coronavirus rende oggi “obbligate” potrebbero poi diventare “normali”. Non credo vada ricercato lo stato d’eccezione come regola nei protocolli sanitari “eccezionali” a cui ci stiamo attenendo, piuttosto va ricercato il profilarsi dello stato d’eccezione come regola in quel seme di normalità che si cela in quelle norme e condotte che oggi si presentano come obbligate.   

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Giorgio Agamben, Contagio

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-contagio

Ancora più tristi delle limitazioni delle libertà implicite nelle disposizioni è, a mio avviso, la degenerazione dei rapporti fra gli uomini che esse possono produrre. L’altro uomo, chiunque egli sia, anche una persona cara, non dev’essere né avvicinato né toccato e occorre anzi mettere fra noi e lui una distanza che secondo alcuni è di un metro, ma secondo gli ultimi suggerimenti dei cosiddetti esperti dovrebbe essere di 4,5 metri (interessanti quei cinquanta centimetri!). Il nostro prossimo è stato abolito.

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Gianpaolo Cherchi, Coronavirus: lo spettacolo di un’epidemia che non ha avuto luogo

Fonte: http://effimera.org/coronavirus-lo-spettacolo-di-unepidemia-che-non-ha-avuto-luogo-di-gianpaolo-cherchi/

Ecco allora sorgere, da questo vuoto, quella che Debord chiama volontà astratta dell’efficacia immediata. Ecco lo stato di eccezione, vero e proprio paradigma di governo in tutte quelle situazioni in cui il vuoto di potere (che, in un mondo ormai esistente soltanto nella sua dimensione spettacolare, è anche allo stesso tempo un vuoto di realtà) genera un bisogno autoindotto di attualità da soddisfare in ogni modo. The show must go on!


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Pietro Saitta, L’epidemia vista da un bar di Messina

Fonte: https://napolimonitor.it/coronavirus-lepidemia-vista-da-un-bar-di-messina/

“Mi sembra che [le persone] esprimano un bisogno reattivo, improntato su un comunitarismo triviale, che è più forte di qualsiasi concettualizzazione astratta di società e di responsabilità nei confronti di un’alterità ugualmente prossima, ma fondamentalmente priva di volto. Concezioni, dunque, fondamentalmente astratte perché prive di vero significato.
Come fare a esigere una cittadinanza attiva e responsabile quando questa stessa idea è niente più che una nozione astratta su un manuale di educazione civica, smentita peraltro continuamente dalla pratica politica complessiva? Ci vuole davvero coraggio e ingenuità a esigerla e invocarla”.


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Vincenzo Liguori, Il Giudizio Universale

Fonte: http://www.pangea.news/virus-giudizio-universale-liguori/

Sembra che il flagello epidemiologico che oggi si abbatte sul mondo rimbombi di echi biblici, di catastrofi apocalittiche. Pare che il temuto virus asiatico abbia cominciato a suonare le Trombe del Giudizio in attesa dell’Armageddon; che la fine del mondo, insomma, si preannunci con uno starnuto e qualche linea di febbre.

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Moreno Manghi, Dove sono le macerie?

Vegliamo dunque anche sul “rovescio” dell’epidemia, sulla drastica riduzione delle libertà costituzionali, sull’imposizione di misure restrittive che, approfittando della paura, dell’angoscia, della confusione, dello sconforto, da temporanee e transitorie potrebbero diventare le nuove regole di comportamento della futura società.

Giorgio Agamben, Chiarimenti

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-chiarimenti

Così come le guerre hanno lasciato in eredità alla pace una serie di tecnologie nefaste, dai fili spinati alle centrali nucleari, così è molto probabile che si cercherà di continuare anche dopo l’emergenza sanitaria gli esperimenti che i governi non erano riusciti prima a realizzare: che si chiudano le università e le scuole e si facciano lezioni solo on line, che si smetta una buona volta di riunirsi e di parlare per ragioni politiche o culturali e ci si scambino soltanto messaggi digitali, che ovunque è possibile le macchine sostituiscano ogni contatto – ogni contagio – fra gli esseri umani.

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Moreno Manghi, Quattrocentoquarantanove centimetri

Senza la voce in praesentia non abbiamo alcuna possibilità di cogliere la verità — la verità della realtà. È solo parlandoci direttamente che la realtà può essere cercata al di là della sua rappresentazione, dissimulazione, falsificazione, ricostruzione. Non possiamo assolutamente cogliere la vera dimensione di quello che sta avvenendo se ci fidiamo ciecamente di quel sapere completamente privo di conoscenza che è il discorso dell’informazione, sapere ingannevole che dissimula il comando del Padrone, come ha mostrato Lacan.

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Sara Gandini, Covid-19: rendere politica la rabbia

Fonte: http://effimera.org/covid-19-rendere-politica-la-rabbia-di-sara-gandini/

Ma in questo momento ci vuole coraggio a prendere parola per mettere in dubbio la sensatezza delle misure di contenimento senza precedenti decise per l’emergenza Covid-19. Quando qualcuno ci prova subito scatta il linciaggio. Invece di prendersela con le forze politiche che ci hanno portato a questa situazione, la rabbia viene rivolta verso chi pone dei dubbi. Non è ora di fare politica, mi dicono. Così, se provi ad esercitare senso critico, diventi automaticamente un’incosciente insensibile. I media hanno condizionato talmente l’opinione pubblica che chi esce per una passeggiata diventa una specie di untore manzoniano e nascono “le sentinelle di condominio”.

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Mauro Barberis, Perché l’emergenza non contagi la Costituzione

Fonte: http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=28793

Ora, tutti noi speriamo ardentemente che tutto tornerà come prima: ma niente lo sarà, invece. Le emergenze, specie da noi, tendono a diventare permanenti, e neppure questa farà eccezione. Molte delle soluzioni sperimentate in questi giorni cambieranno, in bene o in male, le nostre vite. Il lavoro a casa, le ordinazioni online, la sorveglianza, resteranno più che una tentazione: se lo s’è fatto per il virus, perché non farlo sempre? Così, quando l’emergenza sanitaria ed economica sarà passata, ci sarà rischio di una terza emergenza: che ci tocchi pure di difendere la nostra Costituzione.

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Gianni Giovannelli, Il tempo del virus

Fonte: http://effimera.org/il-tempo-del-virus-di-gianni-giovannelli/

Scriveva la polizia zarista nel XII protocollo dei Savi Anziani di Sion: potremo eccitare o calmare l’opinione pubblica quando ci occorrerà di farlo. Potremo persuaderla o confonderla stampando notizie vere o false, fatti o contraddizioni, secondo quello che servirà al nostro scopo. Le informazioni che pubblicheremo dipenderanno dal modo in cui il pubblico sarà propenso ad accettare le notizie; staremo sempre molto attenti scandagliando il terreno prima di camminarci sopra.

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Mauro Bersani, Virus: scatta la colpevolizzazione dei cittadini

Fonte: https://www.italia.attac.org/virus-scatta-la-colpevolizzazione-dei-cittadini/

Ecco perché indicare un colpevole (“gli irresponsabili”), costruendogli intorno una campagna mediatica che non risponde ad alcuna realtà evidente, permette di dirottare una rabbia destinata a crescere con il prolungamento delle misure di restrizione, evitando che si trasformi in rivolta politica contro un modello che ci ha costretto a competere fino allo sfinimento senza garantire protezione ad alcuno di noi.

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Davide Brullo, Nuovo vocabolario del virus: "delazione", "responsabilità"

Fonte: http://www.pangea.news/nuovo-vocabolario-del-virus-delazione/

Mi è accaduto di leggere sul Corriere della sera, in questi giorni di comunicazioni lunatiche, un articolo sinistro. Si elogiavano i “delatori a fin di bene” – vieta tautologia: ogni delatore pensa di fare il bene, il proprio, della propria parte, del proprio Stato. I delatori al tempo del virus sono quelli che denunciano alle “forze dell’ordine” chi “trasgredisce le regole”, cioè chi è in strada al posto di stare recluso in casa.

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Gabriella Ripa di Meana, Virus

Che cosa intendo con l’idea che ci sia un passaggio in atto dalla malattia del corpopsiche sociale al suo sintomo virale?
Intendo suggerire che qualcosa dell’oltraggio mondiale sia stato smascherato da questo sintomo che azzoppa la nostra normalità, il nostro egotistico benessere, ossia la nostra scontata e agiata quotidianità.
Niente di meno igienico e di meno salubre di un virus, di uno strano oggetto misterioso che sovverte la nostra attitudine all’ipocondria, e intanto ci sta poco alla volta ricordando, fatti alla mano, che si muore.


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Victor Li, La biopolitica dei numeri
[Traduzione italiana integrale]

Fonte: https://www.utpjournals.press/journals/topia/covid-19-essays/the-biopolitics-of-numbers?=#top.

“In questo articolo voglio esaminare brevemente come funziona l’uso dei numeri come tecnica di controllo biopolitico, prima di fare delle ipotesi sul ruolo svolto dal numero “uno”, il numero intero più piccolo, secondo Arjun Appadurai, che occupa un posto di primo piano nella teoria sociale liberale poiché rappresenta “il segno numerico dell’individuo”; un numero che assume svariati significati contestualmente all’“auto-isolamento” imposto dalla pandemia”.

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Andrea Perego (Andy), Cronache dal pronto soccorso (o della cecità)

http://effimera.org/cronache-dal-pronto-soccorso-o-della-cecita-di-andrea-perego-andy/

Ed infine la questione della narrazione […]. Chiunque abbia cercato di mantenere la calma puntando su un livello di analisi più approfondito è stato tacciato di irresponsabilità, scarso senso civico, ma ciò che è più scandaloso anche di scarsa solidarietà.


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Martina Gallucci, La differenza tra decreto-legge e DPCM

Fonte: https://laleggespiegata.it/attualita/la-differenza-tra-decreto-legge-e-dpcm/

Un breve, chiaro ed essenziale testo da cui partire per comprendere i termini giuridici della posta in gioco.

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Francesco Pizzetti, A rischio le libertà dei cittadini, urgente un intervento giuridico

Fonte: https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/privacy/pizzetti-a-rischio-le-liberta-dei-cittadini-urgente-un-intervento-giuridico/

La normativa permette deroghe alla privacy in caso di emergenza, ma l’Italia ha scelto modalità giuridiche pericolose, lasciando ampi poteri alle autorità locali di comprimere le libertà. Serve una normativa temporanea che ci rimetta nell’alveo dei diritti costituzionali e in seguito una legge che chiarisca i termini esatti.

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Vox populi

Riproduciamo un'intervista dell'Adige a Roberto Toniatti professore ordinario di diritto costituzionale comparato e di diritto costituzionale presso la Facoltà di Giurisprudenza nell’Università degli Studi di Trento.

Quello che è interessante, sono le reazioni dei lettori all’intervista, quasi tutti (rabbiosamente) indignati. Credo che rappresentino abbastanza fedelmente, per quanto si tratti di un campione infinitesimale, l’attuale Vox populi: i commenti si rassomigliano tutti nella forma e nel contenuto e si sostengono l’un l’altro. Si va dal più pudico: «Qui si tratta della tutela della salute collettiva, ciò dovrebbe prevalere sull'esercizio di diritti costituzionali», al più schietto: «Caro Toniatti, ti auguro di non beccarti il coronavirus».


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Emilio Santoro, Si può governare il virus senza contagiare la Costituzione. Perché l’approccio repressivo è pericoloso

Fonte: https://www.facebook.com/altrodiritto/photos/a.866123423407699/3065800173440002/?type=3&theater

I provvedimenti restrittivi fanno parte di ciò che è “ampiamente previsto”. Dopodiché, bisogna stare attenti, perché in questo momento rischiamo che nell’ultimo camion dei nostri militari ci sia la bara della nostra Costituzione.

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Moreno Manghi, Infezione psichica

Freud ci dice che l’attacco isterico è oltremodo contagioso e può provocare, per identificazione, un’“infezione psichica”.

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Erik Porge, Ai confini del confinamento, il soggetto

Traduzione dal francese

Uno dei rarissimi scritti di uno psicanalista (allievo di Lacan) sugli effetti prodotti dalla pandemia, o meglio: uno dei rarissimi scritti non di carattere filosofico, sociologico, economico, giuridico, ecc., ma strettamente psicanalitico.

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Geminello Preterossi, Da emergenza sanitaria a stato di eccezione politico?

Fonte: http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/03/25/da-emergenza-sanitaria-a-stato-di-eccezione-politico/

Saremmo cioè di fronte al paradosso di uno stato di eccezione che serve a produrre spoliticizzazione. Lo stato di eccezione teorizzato da Schmitt era costituente, serviva a creare un nuovo ordine politico (o a restaurare quello vigente, ma minacciato) ad opera di un “soggetto” che così si legittimava come sovrano. Quello attuale serve a spoliticizzare l’ordine sociale, a farci transitare in una condizione nella quale a prendere tutte le decisioni che contano sono i tecnici, i politici sono maschere che veicolano quelle decisioni, e ogni conflitto su fini e mezzi è inibito.

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Nadia Fusini, Obbedienza e libertà

Fonte: https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2020/03/26/obbedienza-e-liberta/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=obbedienza-e-liberta

«Non esco praticamente da tre settimane, se non per pochi passi intorno a casa e questa situazione per ora non mi sta insegnando niente, se non che i piaceri, anche quello semplice e intimo della lettura, esistono se immersi nella vita che corre, perché così, sospesi in un tempo senza tempo, sembrano tutti passatempi verso il nulla».

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Gianluigi Gatta, Un rinnovato assetto del diritto dell’emergenza COVID-19, più aderente ai principi costituzionali, e un nuovo approccio al problema sanzionatorio

Fonte: https://www.sistemapenale.it/it/articolo/decreto-legge-19-del-2020-covid-19-coronavirus-sanzioni-illecito-amministrativo-reato-inosservanza-misure

Qui si entra negli importanti dettagli delle “Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19”, cioè dei decreti e delle sanzioni, attraverso "un’opera di riordino del caos normativo e sanzionatorio determinatosi nella situazione emergenziale in atto, anche per effetto della concorrente attività normativa dello Stato, delle regioni e dei comuni".

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Francesco Pallante, Coronavirus, interventi normativi, Costituzione. 10 domande e risposte

Fonte: https://volerelaluna.it/in-primo-piano/2020/03/27/coronavirus-interventi-normativi-costituzione-10-domande-e-risposte/

Gli atti sinora adottati ai sensi del decreto-legge n. 6/2020 sono rispettosi del diritto costituzionale?
Con questo testo non intendo discutere il merito dei provvedimenti normativi attraverso cui si sta operando per il contenimento dell’epidemia – anzi, con fiducia nell’azione delle autorità politiche e scientifiche, li assumo come necessari e inevitabili. Più modestamente, intendo interrogarmi sugli strumenti giuridici utilizzati e sulla loro adeguatezza rispetto al dettato costituzionale.


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Giorgio Agamben, Riflessioni sulla peste

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-riflessioni-sulla-peste

Si tratta, cioè, di riflettere sulla facilità con cui un’intera società ha accettato di sentirsi appestata, di isolarsi in casa e di sospendere le sue normali condizioni di vita, i suoi rapporti di lavoro, di amicizia, di amore e perfino le sue convinzioni religiose e politiche.

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Giuseppe Preziosi, Qualcuno è post senza essere mai stato niente

Interviene una questione di spazio: l’isolamento, la quarantena, il #restateacasa e il #restiamoacasa. Niente di tutto questo ha aperto in me un qualsiasi spazio di introspezione, di riflessione o coscienza di sé, né una possibilità a rallentare o riposarmi; per niente, per nulla. La legge di stato che mi impone di #restare a casa il sabato e la domenica mi ha tolto il piacere di starmene a casa tutto il week-end tra le mie letture, i miei libri, la mia operosità ossessiva, e l’avermi tolto la libertà di sottrarmi, imponendomelo, mi soffoca il pensiero.

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Intervista a Agamben pubblicata su “Le Monde”

Intervista di Nicolas Truong a Giorgio Agamben pubblicata su «Le Monde» del 28 marzo 2020, che ribadisce le argomentazioni espresse nei brevi testi pubblicati su Quodlibet, ma con alcune varianti significative.

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Chi ci guadagna? Introduzione al gioco lugubre (m. m.)

Le “obbligazioni pandemiche”  rivelano che sulle pandemie – o meglio sul numero dei morti che provocano – si può giocare in Borsa, e che gli investitori ne ricavano lauti profitti, con la connivenza se non complicità delle organizzazioni “umanitarie”.

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Moreno Manghi, Sul fascismo passivo

Non possiamo fare a meno di interrogarci – come è già accaduto per le misure antiterroristiche – sulla straordinaria accelerazione del tempo della decisione imposta ai legislatori dallo “stato d’emergenza”, accelerazione che li ha indotti ad alcune “sviste” che i costituzionalisti non hanno però mancato di notare, come quella di decretare prescindendo dall’obbligo quantomeno formale di informarne il Parlamento, evitando così  ogni possibile dibattito in aula. L'attuale "stato di emergenza" si contraddistingue per l'esautorazione della politica e per un completo asservimento dei governi ai "tecnici", i loro (e nostri) padroni. Cercare di prendersi il tempo per comprendere è stato dichiarato un atto irresponsabile, se non da delinquenti.

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Gabriella Ripa di Meana, Virus 2

Penso che solo la lunga attitudine della società del benessere, tutta protesa verso la terapia come esercizio di problem solving e verso la demonizzazione della morte come iattura, ci ha impedito la consapevolezza (meglio: la sensibilità) nei confronti di quell’arduo contrasto che si anima in noi tra Eros e Thanatos. Contrasto che preferisco dire ci anima perché anche Thanatos – solo se riconosciuto quale contributo essenziale non soltanto alla decostruzione del soggetto, ma anche e altrettanto alla sua fondazione – può dare forma e resistenza alla nostra capacità erotica, intesa come capacità vitale.

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