Paradoxia epidemica 2 - Aprile 2020
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Malov, Non sono un untore

Prendiamo in prestito l'irrinunciabile titolo "Paradoxia epidemica" dal blog Antinomie (https://antinomie.it/), per inaugurare una sezione del sito costituita da brevi testi - elaborati personalmente o ripresi dal Web - che aprono altre prospettive sull'epidemia da coronavirus e sulle sue conseguenze politiche. 

Che si sia in accordo o in disaccordo con gli scritti qui proposti, la speranza è che il Terrore - quello del contagio e quello del Leviatano - non annichilisca il lavoro critico.

Chiunque lo desideri può dare il suo contributo, sia con propri scritti, sia segnalandone altri da cui è rimasto colpito: verranno pubblicati e fatti circolare attraverso una newsletter [per scriverci si veda la sezione Amministrazione].


  • I titoli sono in ordine cronologico, che in questa congiuntura ci sembra importante rispettare. 
  • Mano a mano che sono pubblicati, i testi in formato PDF sono inviati direttamente per e-mail tramite un "Bollettino di disinformazione" con cadenza settimanale a tutti i lettori registrati al sito.
  • I titoli con lo sfondo grigio sono gli ultimi pubblicati su Paradoxia epidemica 2, indipendentemente dal loro ordine cronologico.
    I testi con lo sfondo azzurro sono stati tradotti appositamente per Paradoxia epidemica 2 da altre lingue.


Giovanna De Minico, Virus e algoritmi. Impariamo da un’esperienza dolorosa

Fonte: http://www.lacostituzione.info/index.php/2020/04/01/virus-e-algoritmi-impariamo-da-unesperienza-dolorosa/

Un testo essenziale da cui partire per comprendere la posta in gioco, e non soltanto riguardo al tracciamento dei dati personali.

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Adriano Solidoro, Guerra alle metafore di guerra sul coronavirus

Fonte: https://ilmanifesto.it/guerra-alle-metafore-di-guerra-sul-coronavirus/

Guerra, battaglia, combattere, attacco, difesa sono le espressioni ricorrenti di questa emergenza. Il linguaggio militaristico appare in quasi tutti i settori scientifici: in biologia della conservazione si parla di «specie invasive» e di «biosicurezza», in biomedicina di «cellule killer» e di «colpire più bersagli», così come si dichiara «guerra totale al riscaldamento globale». Qual è la funzione di questo linguaggio marziale?

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Vitalba Azzollini, L’emergenza coronavirus giustifica qualsiasi compressione delle nostre libertà?

Fonte: https://www.ilfoglio.it/giustizia/2020/04/03/news/l-emergenza-coronavirus-giustifica-qualsiasi-compressione-delle-nostre-liberta-307688/

I provvedimenti delle scorse settimane, per quanto giustificati dalla situazione, hanno creato lacerazioni nel diritto che rischiano di divenire più profonde, anche perché basate sul “consenso” della gente.

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Angel Luis Lara, Covid-19, non torniamo alla normalità. La normalità è il problema

Fonte: https://ilmanifesto.it/covid-19-non-torniamo-alla-normalita-la-normalita-e-il-problema/

Pandemie. Il pericolo principale è pensare al Coronavirus come un fenomeno isolato, senza storia, senza contesto sociale, economico o culturale. Non c’è normalità alla quale ritornare quando quello che abbiamo reso normale ieri ci ha condotto a quel che oggi abbiamo. Il problema che affrontiamo non è solo il capitalismo in sé, ma anche il capitalismo in me. Il virus appare paradossale: si mette in una condizione di relativa eguaglianza. In qualche modo riscatta dalla nostra amnesia il concetto di genere umano e la nozione di bene comune. Forse i fili etici più efficaci da cui cominciare a tessere un modo di vita diverso a un’altra sensibilità.

Uno studio appassionato e appassionante sulle origini del corona virus e sulle cause che lo hanno generato.

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Giorgio Agamben, Distanziamento sociale

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-distanziamento-sociale

Come da più parti si comincia a dire, l’attuale emergenza sanitaria può essere considerata come il laboratorio in cui si preparano i nuovi assetti politici e sociali che attendono l’umanità.

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Byung-Chul Han, La società del virus tra Stato di polizia e isteria della sopravvivenza

Fonte: https://www.avvenire.it/agora/pagine/byung-chul-han-filosofo-coronavirus-cina-corea-stato-di-polizia

Il timor panico dinanzi al virus rispecchia soprattutto la nostra società della sopravvivenza in cui tutte le energie vengono impiegate per allungare la vita. La preoccupazione per il viver bene cede il passo all’isteria della sopravvivenza. La società della sopravvivenza è peraltro avversa al piacere. La salute rappresenta il valore più alto. L’isteria del divieto di fumare è in fin dei conti isteria della sopravvivenza. La reazione di panico di fronte al virus svela questo fondamento esistenziale della nostra società. Se la sopravvivenza è minacciata, ecco che sacrifichiamo volontariamente tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta. La strenua lotta per la sopravvivenza subisce ora un inasprimento virale. Ci pieghiamo allo stato di eccezione senza opporre resistenza. La limitazione dei diritti fondamentali viene accettata senza colpo ferire. L’intera società si trasforma in una quarantena, variante liberale del lager in cui imperversa la nuda vita. Oggi il campo di lavoro si chiama home office. È solo l’ideologia della salute e della sopravvivenza a distinguerlo dai campi di lavoro del passato.

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Moreno Manghi, Il walzer delle panchine

Coloro che hanno reagito ai decreti del Governo e alle loro conseguenze non lo hanno fatto né per contestare la legittimità dello stato di emergenza dichiarato, né per affermare una libertà negativa che pretende di porsi al di sopra delle leggi dello Stato; né, tanto meno, hanno voluto negare la realtà del virus. Non è in discussione l’ubbidienza alla rinuncia temporanea alle libertà civili per difenderci dalla pandemia, ma qualcos’altro – di ben più prezioso – che evidentemente sfugge, soprattutto se viene dissimulato dalla facile antinomia tra “responsabili” e irresponsabili”. E ciò che sfugge è proprio ciò che è al centro di una psicanalisi.

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Armando Cutolo, Altruismo e sorveglianza nella pandemia

Fonte: http://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/Altruismo_e_sorveglianza_nella_pandemia.html

“I cittadini, nell’emergenza, stanno assimilando il loro punto di vista a quello dello stato; il che, a sua volta, dischiude a nuove forme di soggettivazione morale e ad una nuova coscienza della propria condizione biopolitica”.

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Giorgio Agamben, Una domanda

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-una-domanda

Le stesse autorità che hanno proclamato l’emergenza non cessano di ricordarci che quando l’emergenza sarà superata, si dovrà continuare a osservare le stesse direttive e che il “distanziamento sociale”, come lo si è chiamato con un significativo eufemismo, sarà il nuovo principio di organizzazione della società. E, in ogni caso, ciò che, in buona o mala fede, si è accettato di subire non potrà essere cancellato.

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Moreno Manghi, Il santuario e i Borg. Note su Il capitalismo della sorveglianza di Shoshana Zuboff

“Eros è l’ultimo “santuario” sfuggito alle grinfie del capitalismo della sorveglianza, l’unica resistenza all’avvento della civiltà borg. Per quale motivo? Perché il soggetto erotico è chi non si lascia ridurre a un oggetto di conoscenza. E allora si può sorvegliarlo quanto si vuole: i suoi atti sono imprevedibili e la sua privacy custodisce “segreti” sconosciuti perfino a lui stesso. Il fatto è che si possono predire solo gli atti di chi si è già completamente arreso a modelli di vita predicibili e perfino indotti. Modelli che hanno abolito la dimensione metaforica del linguaggio, riducendolo a un protocollo di frasi descrittive e prescrittive dove non c’è più posto per una battuta, un’allusione, un sottinteso, un gioco di parole, un lapsus, un motto di spirito, un sintomo – per tutte quelle arguzie capaci di rilanciare la vita anche quando non abbiamo più scampo”.

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Intervista a Sabino Cassese giudice emerito della Corte Costituzionale

Fonte: http://ildubbio.ita.newsmemory.com/?publink=5cae52ba6_1343602

“Nell’interpretazione della Costituzione non si può giocare con le parole. Una pandemia non è una guerra. Non si può quindi ricorrere all’articolo 78. La Costituzione è chiara.”

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Malik Bouriche, Coronavirus e colonizzazione: la sperimentazione sui “corpi vili”

Fonte: http://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/Storie_Virali_Coronavirus_e_colonizzazione.html

“Recentemente due medici francesi, C. Locht, e J.-P. Mira, hanno attirato l’attenzione dei media proponendo di condurre esperimenti medici sulle popolazioni africane dove “non ci sono maschere, non ci sono trattamenti, non c’è rianimazione” per testare contro il Coronavirus l’efficacia del BCG (Bacillo di Calmette e Guérin), di solito utilizzato come vaccino antitubercolosi. […] Questo ‘incidente’ ci dà l’opportunità di ricordare che la medicina coloniale praticava diffusamente quello che G. Chamayou chiama la sperimentazione sui ‘corpi vili’”.

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EDITORIALE: Due civiltà

La civiltà della realtà pandemica e quella che gli resiste. La prima (che s’impone per la sua volontà e capacità di sapersi adattare razionalmente e disciplinatamente a qualsiasi condizione di vita che produce) è profondamente indignata per l’atteggiamento della seconda, che considera delirante, scandaloso, provocatorio e immorale. Ma la seconda (che resiste al sistema immunitario) potrebbe dire la stessa cosa della prima, disposta a sacrificare tutto in nome dell’“appiattimento” di una curva probabilistica. Due concezioni contrapposte, irriducibili e irriconciliabili di rappresentazione della realtà: per una, la "realtà pandemica" ha un'evidenza schiacciante, terrificante; per l'altra è una rappresentazione da mettere in dubbio - senza per questo negare il reale di un virus contagiosissimo. Ciascuna delle due civiltà sta tragicamente di fronte all’altra come all’assoluta barbarie.

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Giorgio Agamben, Fase 2

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-fase-2

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Giorgio Aganben, Nuove Riflessioni

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-nuove-riflessioni

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Gabriella Ripa di Meana, Virus 3 - Distanziamento dagli altri e distanziamento dall'io

"Siamo infatti bersaglio costante di informazioni perentorie, avvolte in prescrizioni di pathos a comando, ingiunte con l’intento latente e patente di asservire le nostre singole emozioni perché diventino uniformi: trasformandosi così in emozioni collettive. Ascoltiamo dibattiti dove fa spettacolo, nel migliore dei casi, la contrapposizione, l’ostilità e il disprezzo verso l’interlocutore. Dispute per lo più iscritte nella rissa del Luogo Comune: dove gli stessi concetti, espressi in modo ostile e composti di enunciati blindati, si ostentano privi di quelle crepe del senso che rendono vivace e avvincente l’atto di parola".

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Giorgio Agamben, Sul vero e sul falso

Fonte: https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-sul-vero-e-sul-falso

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David Cayley, La nuova religione del rischio. Domande sull’attuale pandemia dal punto di vista di Ivan Illich

David Cayley, La nuova religione del rischio

Quaderno di Paradoxia epidemica n. 1

TRADUZIONE INTEGRALE DALL'INGLESE

Questo lungo saggio, uno dei più penetranti e articolati di tutta la letteratura fino a questo momento prodotta sull'attuale pandemia, scritto con uno stile chiaro e pragmatico, apparentemente semplice, privo di polemiche e toni accesi, ma al tempo stesso profondamente ispirato dal lungo dialogo dell’autore con le tesi radicali di Ivan Illich, ci parla della distinzione tra ciò che chiamo “realtà pandemica” e la pandemia provocata da un virus estremamente contagioso.
Per “realtà pandemica” intendo la costruzione artificiale di una realtà catastrofica funzionale all’ideologia scientista, alla “biopolitica”, al “capitalismo della sorveglianza”, sperimentata attraverso la dichiarazione di ripetuti stati di eccezione e di emergenza che in nome della sicurezza, delle probabilità di rischio e della tutela della salute pubblica, mira a limitare o sopprimere le libertà democratiche con il consenso popolare. Con le parole di David Cayley: «Non credo si possa negare che la pandemia sia un oggetto costruito che potrebbe essere stato costruito in modo diverso».

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Silja Samerski, Il mito della “scelta informata” e dell’“autonomia”
Come le decisioni personali e libere divengono illusione in un mondo dominato dal rischio

Testo redatto nel giugno 2003 e letto al convegno “Le paci dei popoli” – una rivisitazione del pensiero di Ivan Illich sulla pace, Lucca Palazzo Ducale Sede della Provincia, 13-14 giugno 2003.
ll testo viene qui riprodotto nella sua versione integrale, e adattato alla lingua italiana.

"Volevo attirare l’attenzione su un pericolo più grande rispetto a quello della manipolazione genetica degli organismi e delle cellule staminali e che tuttavia viene completamente dimenticato: il pericolo della diffusione dei concetti genetici nel linguaggio corrente. Cosa succede se parole come “cromosomi”, “geni” e “rischio genetico” escono dal laboratorio per essere usati nella lingua parlata comunemente?"

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Andrea Venanzoni, Rispondendo a Chiti: la democratizzazione dei poteri privati digitali tra complessità sociale e governo della tecnica

Fonte: http://www.lacostituzione.info/index.php/2020/04/28/rispondendo-a-chiti-la-democratizzazione-dei-poteri-privati-digitali-tra-complessita-sociale-e-governo-della-tecnica/

“Sin dalla ventilata ipotesi di creazione di una propria ‘moneta’ digitale passando per la sempre più pervasiva incidenza sulle libertà costituzionali e per arrivare poi alla definizione di una propria giurisdizione privata interna, alcune piattaforme digitali sono andate costruendo una loro struttura che replica funzioni sovrane […] Stati privati legati tra loro da una comune visione tecnica che ambisce ad affiancarsi o forse a sostituirsi agli Stati”.

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Vincenzo Liguori, Sacro contagio. Categorie del sacro ai tempi della pandemia virale

Fonte: http://www.pangea.news/sacro-contagio-vincenzo-liguori/

"Un’epocale ierofania si è palesata alla dimensione catastrofica di questo tempo. Essa ha portato con sé una congerie di segni dimenticati o accatastati in un inconscio finora irraggiungibile. Nell’Occidente della tecnica, mietitrice di misteri e di saggezza, il sacro si è ripresentato al mondo sulla sedia gestatoria di un’inattesa e colossale epidemia virale. Le sue vetuste categorie, disperse e ignorate come il greco e il latino delle Scritture, finalmente si sono riappropriate di ciò che l’usura del tempo aveva tolto loro senza alcun rispetto. E così, oggi esse ostentano quell’evidenza con cui in passato si imposero alla sensibilità dei santi o dei Padri della Chiesa: affascinando e terrorizzando, ammutolendo e seducendo con superbia".

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Giovanni Di Cosimo e Angela Cossiri, Fase 2. Cioè?

Fonte: http://www.lacostituzione.info/index.php/2020/04/29/fase-2-cioe/

L’area degli affetti non è però perimetrabile dalle regole dello Stato. Come può essere autocertificabile ciò che non ha rilievo giuridica? Come può la stabilità di un affetto assurgere a discrimen oggettivo che giustifica una differenza di trattamento?”

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Carlo Galli, Epidemia tra norma ed eccezione

Fonte: https://www.iisf.it/index.php/attivita/pubblicazioni-e-archivi/diario-della-crisi/carlo-galli-epidemia-tra-norma-ed-eccezione.html?fbclid=IwAR2VACdxiadAEQ4Z1cU5q-d-GKiT8-TwENlPEAMhCUE8WG8RNMajLn9MDOQ

"Il pensiero dell’eccezione sa scoprire la norma anomica del mondo liberale – per delegittimarlo, per contestarne l’autogiustificazione: in questo svelamento c’è una sfida eversiva, un pathos di verità che vorrebbe ammutolire la ragione liberale riducendola a chiacchiera, a ideologia. Ovviamente questa interpretazione è rifiutata dai liberali, che presentano i propri ordinamenti come ben fondati su principi e valori personalistici e umanistici, su procedure potestative razionali e trasparenti. Il liberalismo si conforma alla ragione universale e ai diritti di ciascuno, e pensa come primum non il potere ma i limiti del potere. Ebbene, le vicende legate alla pandemia ci dicono qualcosa di diverso. Cioè che il mondo liberale – i politici liberali –, sobriamente e prosaicamente, senza pathos e semmai con qualche lacrima sentimentale d’accompagnamento mediatico, pratica il caso d’eccezione".

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